MINISTERO DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

RELAZIONE ANNUALE

RESPONSABILE UNITÀ DI RICERCA

Anno 2005 - prot. 2005131559_002





Responsabile Scientifico dell'Unità di Ricerca: 

PANICO Carlo

 
Università 

Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"

 
Quota Cofinanziamento MIUR 

16.850 €

 
Quota Cofinanziamento ATENEO 

7.300 €

 
Cofinanziamento altri ENTI 

0 €

 
Totale finanziamento 

24.150 €

 



Illustrazione dell'attività svolta

Il progetto di ricerca dell’unità di Napoli Federico II si è andato sviluppando sui temi relativi al ruolo del settore pubblico nella crescita economica. Nel progetto di ricerca nazionale il ruolo del settore pubblico era stato individuato sotto il punto F.
Sulle questioni relative al ruolo del settore pubblico nella crescita economica emergono posizioni diverse nella letterura empirica e teorica. Il gruppo di ricerca sta elaborando una serie di risultati in cui le differenze tra le diverse posizioni sono sottolineate individuando i principali fattori che le generano. In molti casi i risultati delle analisi elaborate dal gruppo mettono in evidenza la rilevanza che assumono le variazioni nella domanda effettiva nel generare regimi di crescita differenziati e il modo in cui i benefici derivanti dalla crescita economica e dalle variazioni nella produttività del lavoro e del capitale impiegato si distribuiscono tra i vari gruppi sociali: mutamenti nella distribuzione del reddito possono generare regimi di crescita diversi. Ancora, il gruppo di ricerca sta esaminando la composizione della spesa pubblica e il significato di spesa produttiva e improduttiva, chiarendo i problemi e le ambiguità delle definizioni sin qui utilizzate e proponendone nuove. Infine, il lavoro di ricerca sviluppato dal gruppo sta ricostruendo le posizioni teoriche di prominenti economisti del passato, individuando le complesse relazioni esistenti tra sviluppo economico, politico e sociale e la necessità di tenere conto nell’elaborazione dei modelli analitici delle condizioni storiche prevalenti nei sistemi economici considerati.
Risultati raggiunti e problemi
I principali risultati raggiunti sui due temi sopra indicati possono così essere descritti.
1. Un saggio intitolato “Myrdal, growth processes and equilibrium theories” è stato presentato in una riunione scientifica del gruppo e deve considerarsi in uno stato molto avanzato di elaborazione. Il saggio scritto da Carlo Panico, in collaborazione con Maria Olivella Rizza, descrive l’approccio di causazione cumulativa di Myrdal, le diverse critiche, incluso quelle di coerenza logica, che quest’autore mosse contro le teorie dominanti e le ragioni per le quali, in presenza di causazione cumulativa, si rende indispensabile un intervento correttivo da parte del settore pubblico. Il lavoro evidenzia le differenze tra le analisi di Myrdal e quelle sulle “trappole della povertà” proposte di recente nell’ambito delle Nuove Teorie della Crescita e le strette interazioni tra sviluppo economico e quello politico e sociale.
2. Un saggio dal titolo “Political Dynamics and Economic Growth” è stato elaborato da Francesco Purificato. Obiettivo del lavoro è esaminare come le dinamiche politiche possono incidere sulla distribuzione del reddito e la crescita economica. Il modello analitico utilizzato ha integrato gli sviluppi della teoria dei gruppi di pressione con quelli delle teorie kaleckiane della crescita e della distribuzione.
3. Il saggio “Debito pubblico e crescita economica e finanziaria: il caso italiano” di Conti e Mastromatteo, ha esaminato come il debito pubblico ha promosso e accompagnato le "rivoluzioni finanziarie" nazionali nelle economie che hanno portato a compimento un processo di sviluppo industriale. La creazione del debito pubblico nazionale, insieme alla detenzione dei titoli relativi da parte di istituzioni finanziarie e di privati residenti, sono state le condizioni necessarie per consolidare gli stati nazionali e poter realizzare le politiche di potenza. Se il debito pubblico (insieme alle spese che andava a finanziare) era una leva finanziaria per l’azione dello stato, poteva costituire anche un peso per l’intera economia. I limiti e i pericoli all’espansione del debito pubblico e alle possibilità di collocarlo sull’interno si sono spesso tradotti in elementi di debolezza dello stato nazionale e del sistema finanziario. La storia del debito pubblico italiano è letta in questa prospettiva, evidenziando alcuni problemi e snodi critici storicamente rilevanti: 1) indipendenza e potenza, 2) crisi finanziarie e deficit e debito statale, 3) ruolo dello stato e qualità della spesa pubblica. Si tratta di aspetti che coniugano la questione del debito pubblico in special modo all’evoluzione del sistema finanziario italiano. La storiografia, salvo poche ma importanti eccezioni, ha trascurato le implicazioni del debito sulla formazione e sulla fisionomia del sistema bancario e dei mercati finanziari in Italia. Il saggio si è proposto di indagare quali sono le varie implicazioni che le dimensioni e la dinamica del debito pubblico hanno avuto sull’evoluzione del sistema finanziario italiano. Una prospettiva comparata, anche per singoli spaccati periodici (date le difficoltà di disporre per epoche più lontane un sistema di conti finanziari nazionali confrontabili per le principali economie), sarà privilegiata anche al fine di comprendere meglio la situazione nazionale.
4. Il saggio “Productive Public Expenditure, Endogenous Capital and Agglomeration”, scritto da Pasquale Commendatore e Carmelo Petraglia, in collaborazione con I. Kubin, analizza l’influenza che le politiche di spesa pubblica esercitano sulla distribuzione inter-regionale delle attività industriali. Dato un vincolo di bilancio pubblico in pareggio, la spesa pubblica viene finanziata tassando i profitti (ciò impatta in modo diverso sull’agglomerazione industriale a seconda del grado di mobilità del capitale) sulla base del principio della residenza (vale a dire che il reddito da capitale viene tassato nel paese di residenza di chi possiede il capitale stesso). Dal momento che le attività di tassazione e spesa infuenzano in direzione opposta i processi di causazione circolare di tipo “cost-linked” e “demand-linked”, i risultati sono sensibili rispetto ai valori assunti dai parametri del modello. In particolare, all’aumentare della spesa pubblica produttiva in una regione, non fa necessariamente seguito una maggiore concentrazione di attività industriali e una più intensa accumulazione di capitale nella stessa regione. Il principale contributo del nostro lavoro consiste nel considerare congiuntamente i due effetti prodotti dalla decisione di spesa del settore pubblico e finora considerati disgiuntamente dalla letteratura teorica sull’argomento: l’effetto domanda e l’effetto produttività. È l’interazione tra questi due effetti a determinare il segno dell’effetto finale di un incremento della spesa pubblica in una regione sulla distribuzione delle imprese industriali tra regioni. Infine, quest’ultimo risultato dipende dal modo in cui il carico fiscale viene distribuito tra i residenti delle due regioni.
5. Un saggio dal titolo “Institutions. Foreign Direct Investment and the Gravity Model” è stato elaborato e presentato a Siena da Chiara Talamo. Il lavoro stima le determinanti dei flussi di FDI con l’ausilio di un gravity model, controllando sia per variabili definite come “traditional gravity variables” (i.e GDP, trade, openness language, distance) sia per altre variabili istituzionali come ad esempio “shareholder protection” come proxy per corporate governance. Obiettivo del lavoro è quello di identificare i fattori che determinano le decisione delle multinazionali di stabilire nuove filiali all’estero attraverso joint venture o processi di trasformazione – acquisizione di imprese. In particolare, l’adeguato livello di proprietà (ownership) e protezione degli azionisti di minoranza sono considerati di importanza fondamentale nelle decisioni di investimento delle multinazionali.
6. Nella Riunione di Siena del 25-27/1/2007 Bruno Jossa ha il saggio “Unemployment in a system of labour-managed firms”, presentato da Bruno Jossa, critica l’idea che il controllo dell’impresa da parte dei lavoratori porti ad un aumento della disoccupazione. Vengono esaminate le cause tradizionali della disoccupazione (alti salari, domanda insufficiente, mancanza di capitale), giungendo alla conclusione che un sistema economico fondato su imprese gestite dai lavoratori è incompatibile con la disoccupazione da alti salari e con quella di tipo keynesiano, mentre non vi è motivo per sostenere che la disoccupazione di tipo strutturale possa essere superiore rispetto a quella presente in un sistema capitalistico.
Sono in fase di predisposizione i seguenti lavori, che saranno presentati nei prossimi workshop previsti per la fine di aprile e i primi di luglio 2007:
1. Un saggio dal titolo “Public policy, effective demand and growth” è in corso di elaborazione da parte di tre componenti del gruppo, Pasquale Commendatore, Carlo Panico, Antonio Pinto. Il lavoro analizza il ruolo della spesa pubblica sulla crescita economica in modello di matrice keynesiana. Vari modelli di crescita endogena hanno introdotto differenti categorie di spesa pubblica come motore della crescita economica (Per una rassegna si veda Zagler e Dürneker, 2003, JES). Le categorie di spesa che sono state considerate comprendono gli investimenti in capitale umano (Lucas, 1988, JME), le infrastrutture pubbliche (Barro 1990, JPE), la spesa in R&D (Romer 1990, JPE) e la spesa sanitaria. Nella letteratura di derivazione keynesiana è stata rivolta poca attenzione a questo tema. Il lavoro si propone di colmare questa lacuna elaborando una struttura unificante in grado di valutare l’impatto delle varie componenti della spesa pubblica sulla crescita di lungo periodo che tenga in considerazione il ruolo della domanda effettiva. Considereremo sia il caso di bilancio pubblico in pareggio sia di deficit finanziato dal debito pubblico.
2. Un saggio dal titolo “Public Spending Allocation under Tax Evasion”, proposto da Carmelo Petraglia in collaborazione con Antonio Acconcia è in corso di elaborazione. Obiettivo del lavoro è arricchire l’analisi degli effetti della politica fiscale sulla crescita di lungo periodo con lo studio delle interazioni che emergono tra il lato privato e quello pubblico dell’economia, quando si è in presenza di evasione fiscale nel primo, e di corruzione nel secondo. Ci si propone di estendere la nota “Barro rule” sulla fornitura ottima dei servizi pubblici produttivi al caso in cui i funzionari pubblici addetti alla raccolta del gettito fiscale siano corruttibili e gli agenti economici sottoposti a tassazione possano evadere.
3. Il saggio “Come la corruzione può incidere sulla regolamentazione e programmi di sviluppo del governo”, di Chiara Talamo, esaminerà il contenuto del concetto di corruzione nell’ambito del dibattito nazionale e internazionale. Vi sono autori che sostengono che la corruzione è un “necessario lubrificante per gli affari” e chi invece sostiene che è un “freno”. L’obiettivo di tale ricerca sarà quello di dimostrare come illegalità e corruzione esplicano i loro effetti negativi sull’economia in un’epoca di globalizzazione. Dati recenti offerti dalla Banca Mondiale identificano infatti la corruzione come l’impedimento più importante allo sviluppo economico e sociale. Per quanto concerne la metodologia utilizzeremo sia strumenti di carattere formale-quantitativo, che strumenti di carattere storico-analitico. In particolare, sulla base dei dati pubblicati da Transparency International relativi a quasi tutti i paesi del mondo e l’indice di qualità delle istituzioni, analizzeremo come illegalità e corruzione deprimono la produttività del lavoro, riducono il tasso di crescita dell’economia e frenano lo sviluppo di mercati finanziari. Le metodologie che la presente ricerca si propone di adottare sono: analisi storico- metodologica per quanto concerne gli aspetti teorici e analisi quantitativa attraverso l’utilizzo di dati pubblicati da Transparency International e l’ indice di qualità delle istituzioni (ROSC, World Bank) per studiare la correlazione (negativa o positiva) tra corruzione, livello qualitativo delle istituzioni e sviluppo- crescita economica.
4. Un saggio dal titolo “Financial Structure and Economic Growth” è stato proposto da Chiara Talamo e Salvatore Capasso. Su un piano empirico la presente ricerca si propone di analizzare il mercato degli assetti proprietari nel nuovo e nel vecchio continente alla luce della relazione management – shareholder/stakeholders e di verificarne le differenze. In particolare, l’analisi dei modelli societari sarà estesa anche a più attori economici. Sul piano teorico, la ricerca si propone di determinare l’impatto che l’assetto proprietario ha sulle decisioni di investimento. E’ presumibile argomentare che anche la composizione dell’assetto proprietario delle aziende possa influenzare le decisioni di investimento dei manager, il rendimento del capitale e di conseguenza il processo di sviluppo economico. In questa prospettiva, laddove l’assetto proprietario delle imprese sia tale da generare una maggior influenza di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella gestione dell’impresa (stakeholders), si presume che il management potrebbe essere indotto a lasciar passare opportunità di investimento che risultano essere invece ottimali in una ottica di massimizzazione del profitto.
5. Un saggio dal titolo “Conoscenza organizzativa e processi di innovazione e diffusione delle tecnologie”, sarà proposto da Maria Daniela Giammanco. Esso intende approfondire l’analisi degli strumenti della conoscenza che rendono possibili i processi di innovazione e diffusione delle tecnologie in ambito evolutivo. Il saggio è ancora in fase preliminare e verrà presentato al quarto workshop del gruppo che avrà luogo a Pisa nel periodo di giugno-luglio 2007.




Schema riassuntivo dei fondi utilizzati (cifre spese)

Voce di spesa  Spese indicate
nella rideterminazione di base e/o rimodulazione 
Cifra spesa  Descrizione
 
Materiale inventariabile 

3.500

 

 

 
Grandi Attrezzature 

0

 

 

 
Materiale di consumo 

400

 

192

 

Acquisto cartoncini per stampa materiali

 
Quota forfetaria certificata 

1.932

 

 

 
Spese per calcolo ed elaborazione dati 

200

 

 

 
Personale a contratto (escluse le borse di dottorato) 

0

 

 

 
Dottorati di ricerca a carico del PRIN 2005 

0

 

 

 
Servizi esterni 

200

 

 

 
Missioni 

13.700

 

4.298

 

missioni dei componenti del gruppo per riunione scientifiche del gruppo PRIN e per partecipazione a convegni collegati.

 
Pubblicazioni 

500

 

 

 
Partecipazione / Organizzazione convegni 

3.600

 

 

 
Altro 

118

 

 

 

TOTALE

24.150 

4.490 

  




Data 26/02/2007 21:52